Il modello europeo di Società neoliberista, ovvero per chi suona la campana

La teoria economica neoliberista, si pone come scopo l’esaltazione del libero mercato, ma, più propriamente in essa il particolare soggetto è l’impresa. . L’obiettivo, sia chiaro, non è però quello di favorire l’impresa nel suo complesso, cioè a vantaggio anche dei lavoratori, bensì quello di massimizzare il profitto esclusivamente dell’imprenditore e degli eventuali suoi soci.  Non esiste un limite a questo profitto, il quale può essere anche smodato. In questo contesto il mercato si regolerebbe da solo attraverso il meccanismo della competizione, mentre lo Stato detta alcune regole basilari, senza troppo comprometterne l’andamento. Il risultato: le persone sono consumatori, che, tramite gli acquisto di merci, favoriscono il maggior profitto delle imprese. Il costo del lavoro deve essere compresso il più possibile, essendo una componente non fissa del costo di produzione.

L’economia Italiana di male in peggio

Ecco un ennesimo grafico che la dice lunga sui “successi” economici dell’Italia negli ultimi anni: mostra la crescita del PIL trimestrale nei vari Paesi appartenenti al G7, rispetto al trimestre precedente, ponendo come base 100 il quarto trimestre del 2007.
Ben, anzi, male:  l’Italia è la nazione che dal 2000 non è più cresciuta economicamente.
Quindi, la domanda è: con le attuali politiche economiche dettate dalle normative UE e dal Governo, dove si andrà a finire?  Come potrà crescere in modo robusto e duraturo, con una parte significativa del  tessuto economico fortemente compromesso, in condizioni e con i conti pubblici che sono  diventati via via sempre più fragili  rispetto ad allora?
La risposta purtroppo pare assai semplice: con le attuali regole economiche, cioè senza poter contare su di una moneta sovrana e in assenza di politiche espansive, non potrà crescere.
Si aggiunga che negli ultimi trimestri la produzione industriale è anch’essa in forte calo. ( http://scenarieconomici.it/produzione-industriale-sempre-agonizzante/)
Urge un cambiamento netto di politiche economiche, che guardino agli interessi dei Cittadini!
Fausto Cavalli