Il formaggio del Mauro: Nostrano Valtrompia DOP

La bresciana Val Trompia, più nota sin dall’antichità per la produzione di armi, l’estrazione del ferro e per l’industria, negli ultimi anni ha saputo realizzare un vero gioiello caseario: il Nostrano Valtrompia DOP. Interprete straordinario di questo formaggio è Mauro Beltrami di Marmentino. Il suo allevamento bovino è rigorosamente di razza Bruna Alpina e lo si trova alla Cascina Fulù, tra i verdeggianti pascoli posti nel fondo della valle delle Fucine, mentre lo spaccio è a Marmentino presso l’abitazione in Largo Parrocchia. Mauro, con l’aiuto della moglie, del padre Pietro e dell’amico Ettore, alleva da quattro generazioni bestiame di razza bruna, alimentato prevalentemente con il foraggio prodotto in azienda e trasforma il latte prodotto in Nostrano Valtrompia, ma anche in formaggelle classiche o aromatizzate con erbe locali o peperoncino, nonchè fresche robiole. In azienda si svolge tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione dei prati con relativa affienagione con essiccatoio, al taglio della legna del bosco, alla cura del bestiame (20 capi), alla sua mungitura (meccanica), alla lavorazione del latte, alla stagionatura dei formaggi (oltre un anno per il Nostrano) e alla vendita diretta dei prodotti presso lo spaccio aziendale e in vari mercati contadini della Provincia.

Il Grana Padano DOP di Calvisano

É tra i promotori dell’iniziativa Mercati del Contadino Giuseppe De Stanchina, titolare dell’Azienda Agricola Balestre, con sede a Calvisano nella cascina da cui ha tratto il nome e che da più di un secolo è proprietà della famiglia che praticamente da sempre ha nell’agricoltura e nell’allevamento la sua attività principale. Sono invece vent’anni che Giuseppe, sostenuto da Milena moglie e presenza attiva nella vendita dei prodotti aziendali, ha deciso di seguire gl’insegnamenti del nonno impegnandosi a tempo pieno nella conduzione dell’impresa e dando nuova vita alle caldaie in rame datate ’49 e ancora capaci di dare il loro fondamentale contributo nella produzione di un Grana Padano DOP che lo ha fatto conoscere agli estimatori di tutta la provincia.

Agroalimentare italiano? Non pervenuto

L’industria agroalimentare è considerata da tutti il vero “gioiellino” dell’industria italiana. E’ fortemente esposta ai consumi nostrani, ma anche sempre più votata all’export (Russia permettendo…). Le 55 mila imprese attive nel settore sono in gran parte di piccole dimensioni e, se va sempre peggio la domanda interna, hanno cercato di compensare con un aumentato delle esportazioni. Secondo comparto manifatturiero del Paese, con 127 miliardi di fatturato e circa 390 mila addetti (10% della manifattura), l’industria alimentare costituisce, assieme alla moda, l’emblema dell’italian way of living. Secondo l’indice delle eccellenze competitive dell’Italia stilato dalla Fondazione Edison, il nostro Paese detiene la prima posizione nell’export mondiale di pasta (1,8 miliardi di dollari), la seconda nell’export di vini (3,9 miliardi di dollari), la terza nell’export di cioccolata e di altre preparazioni alimentari contenenti cacao (890 milioni di dollari). Tutto bello quindi, forse non proprio!

Latte crudo: una bontà che fa paura

La campagna di disinformazione contro il latte crudo.
Ricordate l’ultima puntata di Anno zero di Santoro, quella in cui si sono messe in luce le scomode verità del latte e dei formaggi industriali ai danni di un modo contadino destinato a sparire. Nessuno ha parlato del latte crudo, eppure pareva che aleggiasse ovunque e potesse spuntare fuori in ogni discorso, come esempio di virtù, di salubrità e di bontà. Il nome latte crudo probabilmente è stato evitato di proposito, proprio perché consci delle potenziali e inevitabili ritorsioni, che nonostante tutto non si sono fatte poi attendere. Dall’Ansa, quella che si vanta essere la principale agenzia di stampa nazionale, dove “affidabilità, completezza e indipendenza sono da sempre e ancora oggi i valori ”, uno si aspetta delle notizie imparziali, oggettive, fino a mai scarne, ma sicure. Ebbene leggete cosa hanno scritto: “Mozzarelle blu: si indaga su latte crudo”. Ora, cosa c’entra il latte crudo con la questione delle mozzarelle che si tingono di blu, questo sembrerebbe un mistero e quelli dell’Ansa dovrebbero avere la bontà di chiarirlo. La campagna 2010 contro il latte crudo coinvolge attivamente anche La Stampa di Torino, che rincara la dose, titolando: “Dopo le mozzarelle il latte crudo”. Si tira in ballo un magistrato, Raffaele Guariniello, il quale, il condizionale è d’obbligo, vista la totale inaffidabilità delle fonti, avrebbe aperto un filone d’indagine sul latte crudo, perché sarebbe stato trovato un batterio nel latte venduto da un singolo distributore in provincia di Torino. Notizia fresca, anzi così fresca, che…è vecchia Continue Reading…

Salute, i dieci cibi top

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sottolinea l’importanza del binomio alimentazione-buona salute e considera da sempre una giusta nutrizione e la salute diritti umani fondamentali.

Una corretta dieta incide non solo sull’invecchiamento e sul rendimento psicofisico di una persona, ma è anche un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie. Gli alimenti che non dovremmo mai scordare di consumare sono ricchi di proprietà benefiche, oltre ad avere il pregio di essere economici.

I limoni contengono 22 composti anti-cancro, tra cui il limonene, un olio naturale che rallenta o addirittura arresta la crescita dei tumori negli animali eglucosidi flavonici, sostanze che bloccano la divisione cellulare nelle cellule tumorali; sono ricchi di vitamina C, utile a neutralizzare i radicali liberi legati all’invecchiamento, e di flavonoidi, che lavorano sinergicamente per sconfiggere le infezioni. Inoltre disintossicano il fegato.